MOG

Modello organizzativo e di controllo dell'attività sportiva

Il presente modello organizzativo e di controllo dell'attività sportiva è redatto dalla ‘Associazione Sportiva Dilettantistica Hikinami Dojo’ (di seguito riportata come “Associazione”) come previsto dall'art. 16, comma 2, del D.Lgs. 39/2021, utilizzando le linee guida pubblicate dall'Ente di Promozione Sportiva ACSI per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di abuso, violenza e discriminazione. Si applica a chiunque partecipi, con qualsiasi funzione o titolo, all’attività dell’Associazione, indipendentemente dalla disciplina sportiva praticata.Ha validità quadriennale dalla data di approvazione e viene aggiornato ogniqualvolta risulti necessario, al fine di recepire le eventuali modifiche e integrazioni dei Principi fondamentali emanati dal CONI, le eventuali ulteriori disposizioni emanate dalla Giunta nazionale del CONI o le raccomandazioni dell’Osservatorio permanente del CONI per le Politiche di Safeguarding.
L’obiettivo del presente modello è di promuovere una cultura e un ambiente inclusivo che assicurino la dignità e il rispetto dei diritti di tutti i soci e tesserati, in particolare i minori, e garantiscano l’uguaglianza e l’equità, nonché valorizzino le diversità, tutelando al contempo l'integrità fisica e morale di tutti.
Il presente modello organizzativo e di controllo dell’attività sportiva viene affisso presso la sede legale dell'Associazione, pubblicato sul sito web della medesima, nonché comunicato al Responsabile per il Safeguarding dell'ACSI.
Il presente modello integra e non sostituisce il Regolamento per la prevenzione ed il contrasto ad abusi, violenze e discriminazioni e dalle condotte discriminatorie (Regolamento Safeguarding) dell'ACSI.


1 · Diritti e doveri

A tutti i soci e tesserati sono riconosciuti i diritti fondamentali a (a) un trattamento dignitoso e rispettoso in ogni rapporto, contesto e situazione in ambito associativo; (b) che la salute e il benessere psicofisico siano garantiti come prevalenti rispetto a ogni risultato sportivo.
Coloro che prendono parte, a qualsiasi titolo e in qualsiasi funzione o ruolo, all’attività sportiva, in forma diretta o indiretta, sono tenuti a rispettare tutte le disposizioni e le prescrizioni a tutela degli indicati diritti di soci e tesserati.
I tecnici, i dirigenti, i soci e i tesserati sono tenuti a conoscere il presente modello, il ‘Codice di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione’ e il regolamento dell'ente di affiliazione (ACSI) per la tutela dei soci e dei tesserati dagli abusi e dalle condotte discriminatorie.


2 · Prevenzione e gestione dei rischi

2.1 · Comportamenti rilevanti — Ai fini del presente modello, costituiscono comportamenti rilevanti, che possono verificarsi in qualsiasi forma e modalità, comprese quelle di persona e tramite strumenti informatici, tra cui messaggi, e-mail, social network e blog: (a) l'abuso psicologico, ossia qualunque atto indesiderato, tra cui la mancanza di rispetto, il confinamento, la sopraffazione, l'isolamento o qualsiasi altro trattamento che possa incidere sul senso di identità, dignità e autostima, ovvero tale da intimidire, turbare o alterare la serenità di soci o tesserati, anche se perpetrato attraverso l'utilizzo di strumenti digitali; (b) l'abuso fisico, ossia qualunque condotta consumata o tentata (tra cui botte, pugni, percosse, soffocamento, schiaffi, calci o lancio di oggetti), che sia in grado in senso reale o potenziale di procurare direttamente o indirettamente un danno alla salute, un trauma, lesioni fisiche o che danneggi l’integrità psicofisica del soggetto, tra cui l’indurre un socio o tesserato a svolgere, al fine di una “migliore” performance sportiva, un’attività fisica inappropriata, forzare ad allenarsi atleti ammalati, infortunati o comunque doloranti, e ogni comportamento che favorisca il consumo di alcool, di sostanze comunque vietate da norme vigenti o pratiche di doping; (c) la molestia sessuale, ossia qualunque atto o comportamento indesiderato e non gradito di natura sessuale, sia esso verbale, non verbale o fisico che comporti fastidio o disturbo, incluso il rivolgere osservazioni o allusioni sessualmente esplicite e il presentare richieste indesiderate o non gradite aventi connotazione sessuale, ovvero telefonate, messaggi, lettere od ogni altra forma di comunicazione a contenuto sessuale, anche con effetto intimidatorio, degradante o umiliante; (d) l'abuso sessuale, ossia qualsiasi comportamento o condotta avente connotazione sessuale, senza contatto o con contatto, e considerata non desiderata, o il cui consenso è costretto, manipolato, non dato o negato, così come il costringere un socio o tesserato a porre in essere condotte sessuali inappropriate o indesiderate, o l’osservarlo in condizioni e contesti non appropriati; (e) la negligenza, ossia il mancato intervento di un dirigente, tecnico o qualsiasi socio o tesserato, anche in ragione dei doveri che derivano dal suo ruolo, il quale, presa conoscenza di uno degli eventi, comportamento, condotta o atto di cui al presente modello, ometta di intervenire causando, permettendo che venga causato o creando un pericolo imminente di danno, anche nel persistente e sistematico disinteresse, ovvero trascuratezza, dei bisogni fisici o psicologici del socio o tesserato; (f) l'incuria, ossia la mancata soddisfazione delle necessità fondamentali a livello fisico, medico, educativo ed emotivo; (g) l'abuso di matrice religiosa, ossia l'impedimento, il condizionamento o la limitazione del diritto di professare liberamente la propria fede religiosa e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume; (h) il bullismo e il cyberbullismo, ossia qualsiasi comportamento offensivo o aggressivo che un singolo o più soggetti possono mettere in atto, personalmente o attraverso i social network o altri strumenti di comunicazione, sia in maniera isolata, sia ripetutamente nel corso del tempo, ai danni di uno o più soci o tesserati, con lo scopo di esercitare un potere o un dominio sugli interessati, così come i comportamenti di prevaricazione e sopraffazione ripetuti e atti ad intimidire o turbare, che determinino in questi una condizione di disagio, insicurezza, paura, esclusione o isolamento, tra cui umiliazioni, critiche riguardanti l’aspetto fisico, minacce verbali, anche in relazione alla performance sportiva, diffusione di notizie infondate, minacce di ripercussioni fisiche o di danneggiamento di oggetti posseduti dalla vittima; (i) i comportamenti discriminatori, ossia qualsiasi comportamento finalizzato a conseguire un effetto discriminatorio basato su etnia, colore, religione, convinzioni personali, disabilità, caratteristiche fisiche, genere, orientamento sessuale, età, status socio-economico, prestazioni sportive o capacità atletiche, etc.

2.2 · Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni — L'Associazione nomina, entro il 31 dicembre 2024, un Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni (Responsabile Safeguarding), con lo scopo di prevenire e contrastare ogni tipo di abuso, violenza e discriminazione sui soci e sui tesserati e per garantire la protezione dell'integrità fisica e morale degli sportivi, ai sensi dell'art. 33, comma 6, D.Lgs. 36/2021 e di cui alla delibera della Giunta nazionale del CONI n. 255 del 25 luglio 2023, nonché delle linee guida dell'ente di affiliazione (ACSI).
Il Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni (a) viene scelto tra individui di comprovata integrità morale e competenza;  (b) viene opportunamente formato e partecipa ai seminari informativi organizzati dall'ente di affiliazione; (c) svolge, all'interno dell'Associazione, funzioni di vigilanza circa l'adozione e l'aggiornamento dei modelli e dei codici di condotta, nonché di collettore di eventuali segnalazioni di comportamenti rilevanti ai fini delle politiche di safeguarding, potendo svolgere anche funzioni ispettive; (d) è tenuto a sensibilizzare i membri dell'Associazione sulle questioni di safeguarding ed è tenuto a collaborare con le autorità competenti; (e) definisce e pubblicizza i canali di comunicazione per la segnalazione di abusi e maltrattamenti, stabilendo le procedure per la registrazione e la gestione delle segnalazioni ricevute; (f) deve garantire la confidenzialità e la riservatezza delle informazioni riguardanti i casi di abuso o maltrattamento, trattando le informazioni sensibili in modo riservato e nel rispetto della privacy delle persone coinvolte.
Il mandato del Responsabile Safeguarding dura quattro anni e può essere rinnovato.
La nomina del Responsabile Safeguarding è (a) affissa presso la sede legale dell'Associazione e/o gli impianti sportivi in uso; (b) pubblicata sulla homepage del sito web dell'Associazione e/o sui social network facenti capo al sodalizio; (c) comunicata all'ente di affiliazione (ACSI) e al rispettivo Safeguarding Officer.
In caso di dimissioni o cessazione del mandato per altri motivi, l'Associazione nomina entro 30 giorni un nuovo Responsabile e ne dà comunicazione all'ente di affiliazione e al rispettivo Safeguarding Officer.Il Consiglio direttivo dell'Associazione potrà sospendere o rimuovere il Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni in caso di mancata conformità ai requisiti o di violazione delle politiche dell'Associazione relative alla protezione dei minori.

2.3 · Uso degli spazi dell'Associazione — Durante gli allenamenti e le sessioni di prova presso i locali e gli spazi in gestione o in uso all'Associazione, dove devono essere predisposte tutte le misure necessarie a prevenire qualsivoglia situazione di rischio, viene garantito l'accesso a coloro che esercitano la responsabilità genitoriale di soci o tesserati minorenni e a coloro ai quali è affidata la loro cura, ovvero a loro delegati.
Durante le sessioni di allenamento o di prova è consentito l'accesso agli spogliatoi esclusivamente agli atleti dell'Associazione. Non è consentito l'accesso a utenti esterni, genitori o accompagnatori, se non previa autorizzazione da parte di un tecnico o dirigente, e comunque solo per eventuale assistenza a tesserati sotto i 6 anni di età o con disabilità motoria o intellettivo-relazionale.
In caso di necessità, fermo restando la tempestiva richiesta di intervento al servizio di soccorso sanitario qualora necessario, l'accesso all'infermeria è consentito al medico sociale o, in caso di manifestazione sportiva, al medico di gara o, in loro assenza, a un tecnico formato sulle procedure di primo soccorso, esclusivamente per le procedure strettamente necessarie al primo soccorso nei confronti della persona offesa. La porta deve rimanere aperta e, se possibile, deve essere presente almeno un'altra persona (e.g. atleta, tecnico, dirigente, collaboratore).

2.4 · Trasferte — In caso di trasferte che prevedano il pernottamento, agli atleti vengono riservate camere, eventualmente in condivisione con atleti dello stesso genere, diverse da quelle in cui alloggeranno i tecnici, i dirigenti o altri accompagnatori. Durante trasferte di qualsiasi tipo è dovere degli accompagnatori vigilare sugli atleti accompagnati, soprattutto se minorenni, mettendo in atto tutte le azioni necessarie a garantire l'integrità fisica e morale degli stessi ed evitare qualsiasi comportamento rilevante ai fini del presente modello.

2.5 · Tutela della privacy — All’atto dell’iscrizione e ogniqualvolta venga effettuata una raccolta di dati personali, a tutti i tecnici, dirigenti, collaboratori, soci e tesserati dell'Associazione, o chi esercita la responsabilità genitoriale di questi, viene sottoposta l’informativa sul trattamento dei dati personali ai sensi dell’art. 13 del Regolamento UE 2016/679 (GDPR).
I dati raccolti vengono gestiti e trattati secondo le modalità descritte nel suddetto regolamento e comunque solo sulla base della necessità all’esecuzione del contratto di cui gli interessati sono parte, all’adempimento di un obbligo legale o sulla base del consenso. In particolare, le categorie particolari di dati personali (quali l’origine etnica, le opinioni politiche, le convinzioni religiose o filosofiche, o l’appartenenza sindacale, nonché dati genetici, dati biometrici intesi a identificare in modo univoco una persona fisica, dati relativi alla salute o alla vita sessuale o all’orientamento sessuale della persona) possono essere trattate solo previo libero ed esplicito consenso dell’interessato, manifestato in forma scritta, salvi i casi di adempimento di obblighi di legge e regolamenti.
La documentazione raccolta dall'Associazione, sia cartacea sia digitale, contenente dati personali di tesserati, fornitori od ogni altro soggetto, viene custodita garantendo l’inaccessibilità alle persone non autorizzate al trattamento dei dati. In caso di perdita, cancellazione, accidentale divulgazione, data breach, etc., verrà data tempestiva comunicazione all’interessato e, contestualmente, al titolare del trattamento dei dati personali, così come all’autorità garante per la protezione dei dati personali, se la violazione dei dati personali comporta un rischio per i diritti e le libertà delle persone fisiche.
Tutte le persone autorizzate al trattamento dei dati personali vengono opportunamente formate per mettere in atto tutti i comportamenti e le procedure necessarie alla tutela dei dati personali degli interessati, soprattutto di quelli rientranti nelle categorie particolari di dati personali.

2.6 · Inclusività — L'Associazione garantisce a tutti i propri soci e tesserati, e a quelli di altre associazioni o società sportive dilettantistiche, pari diritti e opportunità, indipendentemente da etnia, colore, lingua, convinzioni personali, opinione politica, religione, disabilità, età, identità di genere, orientamento sessuale, condizione patrimoniale, di nascita, fisica, intellettiva, relazionale o sportiva, etc.
L'Associazione si impegna, anche tramite accordi, convenzioni e collaborazioni con altre associazioni o società sportive dilettantistiche, a garantire il diritto allo sport agli atleti con disabilità fisica o intellettivo-relazionale, integrando suddetti atleti, anche tesserati per altre associazioni o società sportive dilettantistiche, nel gruppo di atleti tesserati per l’Associazione loro coetanei.
L’Associazione si impegna a garantire il diritto allo sport anche agli atleti svantaggiati dal punto di vista economico o famigliare, favorendo la partecipazione di suddetti atleti alle attività dell’Associazione anche mediante sconti delle quote di tesseramento e/o mediante accordi, convenzioni e collaborazioni con enti del terzo settore operanti sul territorio e nei comuni limitrofi.


3 · Contrasto dei comportamenti lesivi e gestione delle relative segnalazioni

In caso di presunti comportamenti lesivi da parte di soci, tesserati o di persone terze nei confronti di altri soci o tesserati, soprattutto se minorenni, questi dovranno essere tempestivamente segnalati al Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni (Responsabile Safeguarding) dell'Associazione, tramite comunicazione a voce o via posta elettronica all'indirizzo e-mail che questi avrà indicato, reperibile laddove di cui al punto 2.2; le chiavi di accesso a tale indirizzo e-mail rimangono in possesso esclusivo del Responsabile.
Se necessario, può essere inviata segnalazione al garante per la tutela dei tesserati dagli abusi e dalle condotte discriminatorie (Safeguarding Officer dell'ente di affiliazione). Ove la prosecuzione dell'attività nel contesto associativo possa arrecare pregiudizio ai tesserati, potrà disporsi la sospensione cautelare delle attività sportive in attesa della definizione del procedimento endoassociativo.
In caso di gravi comportamenti lesivi, l'Associazione deve notificare i fatti di cui è venuta a conoscenza alle Forze dell'Ordine.
I componenti degli organi e degli uffici dell'Associazione assumono l'onere di riservatezza nei confronti dei segnalanti, fatto salvo nei casi in cui sia evidente e comprovata la responsabilità degli stessi per reati di calunnia o diffamazione.


4 · Obblighi informativi e altre misure

L’Associazione è tenuta a pubblicare il presente modello e il nominativo del Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni (Responsabile Safeguarding) presso la sua sede e le strutture che ha in gestione o in uso, nonché sul sito istituzionale.
Al momento dell’adozione del presente modello e in occasione di ogni sua modifica, l’Associazione deve darne comunicazione, unitamente al nominativo e ai contatti del Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni, a tutti i propri soci, tesserati e volontari, o eventualmente chi ne esercita la responsabilità genitoriale o a cui ne è affidata la cura.L’Associazione deve dare diffusione a costoro di idonee informative finalizzate alla prevenzione e al contrasto dei fenomeni di abuso, violenza e discriminazione, con riferimento alle specifiche misure adottate a tal fine anche in occasione di manifestazioni sportive, nonché alla consapevolezza in ordine ai rispettivi diritti, obblighi e tutele. L'Associazione deve altresì dare comunicazione di ogni altra politica di safeguarding adottata dall'ente di affiliazione e prevedere adeguate misure per la diffusione di materiale informativo finalizzato alla sensibilizzazione e alla prevenzione dei disturbi alimentari negli sportivi.
L’Associazione deve dare immediata comunicazione di ogni informazione rilevante al Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni, al garante per la tutela dei tesserati dagli abusi e dalle condotte discriminatorie (Safeguarding Officer dell’ente di affiliazione), nonché all’Ufficio della Procura federale, ove competente.



Comacchio, li 27/08/2024

MOG

Codice di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione

1 · Principi

La ‘Associazione Sportiva Dilettantistica Hikinami Dojo’ (di seguito riportata come “Associazione”) riconosce e garantisce: (a) il diritto di tutti i socie e tesserati a essere trattati con rispetto e dignità; (b) la tutela di tutti i soci e tesserati contro ogni forma di abuso, molestia, violenza di genere e ogni altra condizione di discriminazione prevista dal D.Lgs. 198/2006; (c) la piena tutela del diritto alla salute e al benessere psicofisico dei soci e dei tesserati, con particolare riguardo per i minori, quale valore preminente e assolutamente prevalente anche rispetto al risultato sportivo e didattico.
Nel riconoscimento dei diritti e delle tutele invocate, l'Associazione riconosce parità di trattamento di soci e tesserati indipendentemente da etnia, colore, lingua, convinzioni personali, opinione politica, religione, disabilità, età, identità di genere, orientamento sessuale, condizione patrimoniale, di nascita, fisica, intellettiva, relazionale o sportiva, etc.


2 · Ambito di applicazione

Il presente codice si applica a tutti i soci e tesserati dell'Associazione, nonché ai lavoratori, collaboratori e volontari e in generale agli operatori sportivi che, nel contesto del sodalizio, a qualsiasi titolo e in qualsiasi ruolo, siano a contatto con gli atleti o che in ogni caso siano coinvolti nell'attività sportiva/educativa.


3 · Obiettivi e finalità

Obiettivo dell'Associazione, nel rispetto dei generali principi di lealtà, probità e correttezza, è di tutelare i minori, prevenire le molestie, la violenza di genere e ogni altra forma di discriminazione, attraverso strumenti, attuati in ossequio alle disposizioni del presente codice, anche in base al ‘Modello organizzativo e di controllo dell'attività sportiva’, finalizzati (a) all'educazione, alla formazione e allo svolgimento di una pratica sportiva sana; (b) alla piena consapevolezza di tutti i soci e tesserati in ordine ai propri diritti, doveri, obblighi, responsabilità e tutele; (c) alla creazione di un ambiente sano, sicuro e inclusivo che garantisca la dignità l'uguaglianza, l'equità e il rispetto dei diritti di soci e tesserati, in particolare se minori; (d) alla valorizzazione delle diversità; (e) alla promozione del pieno sviluppo della persona-atleta, in particolare se minore; (f) alla promozione, da parte dei dirigenti e dei tecnici, del benessere dell'atleta/praticante; (g) alla effettiva partecipazione di tutti i soci e tesserati alle attività sportive, secondo le rispettive aspirazioni, potenzialità, capacità e specificità; (h) alla prevenzione e al contrasto di ogni forma di abuso, violenza e discriminazione; (i) alla rimozione degli ostacoli che impediscano la promozione del benessere dell'atleta, in particolare se minore, e dello sviluppo psicofisico dello stesso, secondo le relative aspirazioni, potenzialità, capacità e specificità o la partecipazione dell'atleta alle attività sulla base di etnia, colore, lingua, convinzioni personali, opinione politica, religione, disabilità, età, identità di genere, orientamento sessuale, condizione patrimoniale, di nascita, fisica, intellettiva, relazionale o sportiva, etc.


4 · Doveri e obblighi a carico dei dirigenti sportivi e degli insegnanti tecnici

Tutti i dirigenti sportivi e gli insegnanti tecnici sono tenuti a: (a) agire per prevenire e contrastare ogni forma di abuso, violenza e discriminazione; (b) astenersi da qualsiasi abuso o uso improprio della propria posizione di fiducia, potere o influenza nei confronti di soci e tesserati, specie se minorenni; (c) contribuire alla formazione e alla crescita armonica dei soci e dei tesserati, in particolare dei minori; (d) evitare ogni contatto fisico non necessario con soci e tesserati, specie se minorenni; (e) promuovere un rapporto tra tutti i soci e tesserati improntato sul rispetto e sulla collaborazione, prevenendo situazioni disfunzionali che creino, anche mediante manipolazione, uno stato di soggezione, pericolo o timore; (f) astenersi dal creare situazioni di intimità con soci e tesserati minorenni; (g) porre in essere, in occasione delle trasferte, soluzioni logistiche atte a prevenire situazioni di disagio o comportamenti inappropriati, coinvolgendo nelle scelte coloro che esercitano la responsabilità genitoriale di soci o tesserati minorenni o coloro ai quali ne è affidata la cura, ovvero loro delegati; (h) comunicare e condividere con il socio o il tesserano minorenne gli obiettivi educativi e formativi, illustrando le modalità con cui si intendono perseguire  tali obiettivi e coinvolgendo nelle scelte coloro che ne esercitano la responsabilità genitoriale o coloro ai quali ne è affidata la cura, ovvero loro delegati; (i) astenersi da comunicazioni e contatti di natura intima con soci e tesserati minorenni, anche mediante social network o canali di comunicazione a distanza o di messaggistica rapida; (j) interrompere senza indugio ogni contatto coi soci e i tesserati minorenni interessati in situazioni di ansia, timore o disagio derivanti dalla propria condotta, attivando il Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni (Responsabile Safeguarding) dell'Associazione; (k) impiegare le necessarie competenze professionali nell'eventuale programmazione o gestione di regimi alimentari in ambito sportivo, ferma restando la possibilità per ciascun atleta di provvedervi autonomamente; (l) segnalare tempestivamente eventuali indicatori di disturbi alimentari degli atleti; (m) dichiarare all'organo direttivo dell'Associazione la sussistenza o la sopravvenienza di cause di incompatibilità o di conflitti di interesse; (n) sostenere i valori dello sport, altresì educando al ripudio di sostanze o metodi vietati per l'alterazione delle prestazioni sportive; (o) conoscere, informarsi e aggiornarsi con continuità sulle politiche di safeguarding, sulle misure di prevenzione e di contrasto agli abusi, alle violenze e alle discriminazioni, nonché sulle più moderne metodologie di formazione e comunicazione in ambito sportivo; (p) astenersi dall'utilizzo, dalla riproduzione e dalla diffusione di immagini o video di soci e tesserati minorenni, se non per finalità educative e formative, acquisendo in ogni caso le necessarie autorizzazioni da  coloro i quali ne esercitano la responsabilità genitoriale o a cui ne è affidata la cura, ovvero loro delegati; (q) segnalare senza indugio al  Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni (Responsabile Safeguarding) dell'Associazione situazioni, anche potenziali, che espongano i soci e i tesserati a pregiudizio, pericolo, timore o disagio.


5 · Diritti, doveri e obblighi degli atleti

Tutti gli atleti sono tenuti a: (a) rispettare il principio di solidarietà tra atleti, favorendo assistenza e sostegno reciproco; (b) comunicare le proprie aspirazioni ai dirigenti sportivi e agli insegnanti tecnici per valutare in spirito di collaborazione le proposte circa gli obiettivi educativi e formativi, nonché le modalità di raggiungimento di tali obiettivi, anche con il supporto, qualora minorenni, di coloro che ne esercitano la responsabilità genitoriale o ai quali ne è affidata la cura, eventualmente confrontandosi con gli altri atleti; (c) comunicare ai dirigenti sportivi o agli insegnanti tecnici situazioni di ansia, timore o disagio che riguardino sé o altri; (d) prevenire, evitare e segnalare situazioni disfunzionali che creino, anche mediante manipolazione, uno stato di soggezione, pericolo o timore negli altri atleti; (e) rispettare e tutelare la dignità, la salute e il benessere degli altri atleti e, più in generale, di tutti i soggetti coinvolti nelle attività sportive; (f) rispettare la funzione educativa e formativa dei dirigenti sportivi e degli insegnanti tecnici; (g) mantenere rapporti improntati sul rispetto con gli altri atleti e con ogni soggetto comunque coinvolto nelle attività sportive; (h) riferire qualsiasi infortunio o incidente agli esercenti la responsabilità genitoriale o coloro ai quali è affidata la propria cura; (i) evitare contatti e situazioni di intimità con dirigenti sportivi o insegnanti tecnici, anche in occasione di trasferte, segnalando eventuali comportamenti inopportuni; (j) astenersi dal diffondere materiale fotografico o video di natura privata o intima, proprio o altrui, anche ricevuto da terzi, segnalando comportamenti difformi a coloro che esercitano  la responsabilità genitoriale o coloro ai quali è affidata la propria cura, nonché al Responsabile  contro abusi, violenze e discriminazioni (Responsabile Safeguarding) dell'Associazione; (k) segnalare senza indugio a detto Responsabile Safeguarding dell'Associazione situazioni, anche potenziali, che espongano sé o altri a pericolo o pregiudizio, come stabilito dal ‘Modello organizzativo e di controllo dell'attività sportiva’.



Comacchio, li 27/08/2024

SAFEGUARDING | RESPONSABILE CONTRO ABUSI, VIOLENZE E DISCRIMINAZIONI
Mandato 22/12/2024–2028: sig. Ugo Massimiliano Finessi — hikinami.safeguarding@gmail.com
Per gli episodi di di abuso, violenza o discriminazione che si volessero notificare direttamente ad ACSI, è possibile rivolgersi al rispettivo responsabile nazionale — safeguardingofficer@acsi.it
oppure inoltrare segnalazione tramite lapiattaforma ufficiale dedicata alla gestione delle segnalazioniConsulta il Modello di organizzazione, gestione e controllo (MOG)